Marmolada, 3 luglio 2022: quando il meteo estremo incontra la montagna
Un’analisi meteorologica della tragedia che ha colpito le Dolomiti
Il 3 luglio 2022 rimarrà per sempre una data tragica nella storia delle nostre Dolomiti. Alle 13:45, sul ghiacciaio della Marmolada si è verificato il distacco di un seracco che ha causato una valanga di ghiaccio e roccia, provocando 11 vittime tra gli alpinisti presenti sulla via normale verso Punta Penia.
Le condizioni meteorologiche dei giorni precedenti
Quello che rende questo evento particolarmente significativo dal punto di vista meteorologico sono le temperature anomale registrate nei giorni precedenti la tragedia. Sulla vetta della Marmolada si erano infatti toccati i 10°C, valori eccezionali per quella quota e periodo dell’anno.
Queste temperature così elevate avevano provocato un’intensa fusione del ghiaccio, con molta acqua che era penetrata in profondità nel ghiacciaio, compromettendone la stabilità. Un fenomeno che, secondo la commissione glaciologica della SAT, non era prevedibile ma che era direttamente collegato alle condizioni termiche straordinarie di quei giorni.
L’evento e i soccorsi
Il crollo del seracco ha generato una colata di ghiaccio che ha investito gli alpinisti a una velocità di circa 300 km/h, precipitando per oltre 500 metri. Immediatamente si sono attivati i soccorsi con 5 elicotteri, coordinati dalla caserma dei vigili del fuoco di Canazei, ma le operazioni sono state estremamente complesse a causa del rischio di ulteriori crolli.
Una riflessione meteorologica
Questo tragico evento ci ricorda quanto sia fondamentale monitorare non solo le previsioni meteorologiche, ma anche comprendere gli effetti delle temperature anomale sui ghiacciai. Il riscaldamento climatico sta modificando profondamente l’equilibrio delle nostre montagne, rendendo imprevedibili fenomeni che un tempo seguivano schemi più consolidati.
Per chi frequenta l’alta montagna, è sempre più importante considerare non solo il meteo del momento, ma anche quello dei giorni precedenti e i suoi effetti sulle condizioni dei ghiacciai e delle rocce.
In memoria delle 11 vittime di quella tragica giornata.