Lento avvicinamento all’estate prima dell’esplosione del caldo

Il mese di maggio si è contraddistinto per essere stato freddo. Le temperature sono risultate a lungo inferiori alla media con una media mensile che è di oltre un grado inferiori alla media storica. Anche a fine prima decade si sono verificate ancora gelate in fondovalle, segno di un risveglio molto tardivo. Proprio a causa di questa lunga fase fredda (ricordiamo anche aprile con temperature sotto la media), il risveglio vegetativo in valle ha tardato circa 2/3 settimane rispetto alla norma.

La stagione temporalesca, complice anche la presenza di tanta neve in quota, è cominciata in sordina. I temporali a maggio sono stati molto rari.
Le piogge, invece, non sono mancate: il mese di maggio è terminato con accumuli di pioggia poco superiori alla media.

Tra fine maggio e i primi giorni di giugno ci sono state le giornate più stabili e miti di tutto il periodo compreso tra maggio e la prima decade di giugno. Questo perché dal due giugno fino a fine prima decade una nuova lunga fase instabile ha dominato la scena con temporali e piogge sparse alternate a schiarite. Le temperature, almeno in questo periodo, sono risultate prossime alla media.

A fine prima decade di giugno, in quota sembrava di essere ancora in inverno. Al di sopra dei 2300 metri circa, anche nelle aree al sole, si trovava ancora più di un metro di neve e sopra i 2500/2600 metri l’accumulo di neve era ben oltre i 4 metri.

Dall’inizio seconda decade, l’estate ha decisamente cambiato marcia. Le temperature sono aumentate in maniera considerevole stabilizzandosi su valori ampiamente sopra la media per tutto il periodo successivo. Non a caso, nel giro di circa due settimane, quasi tutta la neve a 2400/2500 metri è sparita, almeno nelle aree esposte al sole.
Anche in cima alla Marmolada, a Punta Penia, grazie alle testimonianze di Carlo Budel, l’accumulo di neve era più alto del rifugio mentre in queste giornate, complice il caldo e lo zero termico spesso prossimo o superiore ai 4000 metri di quota, si è dimezzato.

Il 19 giugno in quota è stata la giornata più calda in assoluto: la stazione meteo di Arabba Meteo installata a Punta Rocca in Marmolada (3265 metri) ha registrato una temperatura minima di ben 5.5 gradi mentre una massima di addirittura 9.7 gradi. Dal 15 giugno, escluse le notti tra 25 e 26 giugno, a Punta Rocca non si è scesi sotto gli zero gradi.

Con l’arrivo del caldo, inoltre, la stagione temporalesca in Val di Fassa è entrata nel vivo. Dalla seconda decade di giugno, durante le fasi instabili, si sono verificati temporali anche forti. Proprio grazie al primo caldo, tra Pozza di Fassa, Vigo di Fassa e Moena si è verificato un forte temporale nella serata del 18 giugno che ha determinato addirittura degli accumuli di grandine di piccole dimensioni a Vigo di Fassa nella frazione di Larcionè.

Nell’ultima decade il tempo è risultato più stabile con solo qualche temporale di calore. L’unica eccezione è stata la tarda serata del 26 giugno quando un fronte temporalesco in discesa dalle Dolomiti ladine ha raggiunto la Val di Fassa con temporali localmente di forte intensità.

La foto di copertina è del 14 giugno 2021 con una panoramica su Vigo di Fassa.

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