Ritorno del caldo con zero termico oltre 4.000 m

Alta pressione in nuovo rinforzo: caldo in aumento, ma ancora dubbi sui picchi di calore raggiungibili

Dopo questa fase estiva “vecchio stampo” governata dal mite e oceanico anticiclone delle Azzorre, un nuovo affondo depressionario in ovest Atlantico (sotto forma di goccia fredda stazionaria) condizionerà il quadro meteorologico sull’Europa meridionale e sud occidentale.

Sarà infatti responsabile del pompaggio di aria proveniente nuovamente dal nord ovest del continente africano.

Già in questi giorni le temperature raggiungeranno pichi sopra i 40° su Spagna e Portogallo, lasciando il nostro Paese sul bordo orientale del promontorio e quindi ancora con temperature calde ma certamente non da record.

Analizzando più nel dettaglio il quadro previsto sulle Alpi e l’area dolomitica, possiamo dire che il tempo sarà in prevalenza stabile con l’insidia di temporali pomeridiani; manifestazioni comunque molto sparse e limitate nel tempo e nello spazio.

Lo zero termico anche sulla Val di Fassa sarà pienamente estivo fino a mercoledì (valori intorno ai 3500m), mentre dovrebbe aumentare ulteriormente da giovedì con punte superiori ai 4000m.

Probabilmente la nostra zona dolomitica vivrà una fase molto calda, ma non estrema (valori di zt superiore ai 4000m e con punte di 4500m colpiranno già nel più breve termine le zone alpine occidentali tra ovest Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta).

Come sottolineato nel titolo del nostro articolo di tendenza, si apre un bivio previsionale a partire da venerdì 15 e sabato 16: se la goccia fredda atlantica ruotando e spostandosi più a est farà piegare l’asse anticiclonico verso di noi, ecco che anche il nostro Paese sperimenterebbe caldo decisamente pesante con pichi termici elevatissimi, che non risparmierebbero neppure l’arco alpino (anche per componente dovuta alle brezze di caduta con effetto fohn); se invece , come ipotizzato stamani, sull’apice nord orientale del promontorio dovesse scorrere aria più temperata da nord ovest, i valori eclatanti ci risparmierebbero con caldo forte e duraturo, ma mai estremo.

In quest’ultimo caso il weekend potrebbe vedere anche fenomeni d’instabilità più presenti e importanti proprio sull’angolo nord orientale e quindi dolomitico.

Saremo più precisi nei prossimi aggiornamenti, analizzando se e come potremmo essere investiti in seguito da un ulteriore aumento termico. Questa strada è quella battuta dal modello di previsione europeo ecmwf, che in sintesi convergerebbe con il resto della modellistica fino a domenica per poi spedirci sotto una campana sub tropicale molto potente e con valori decisamente anomali.

L’incertezza previsionale (considerando la distanza di 6 giorni) non ci permette di sciogliere al momento la prognosi.

Nella foto il centro di Canazei oggi 11 luglio 2022.

 

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