L’Uragano Milton: la forza devastante della natura
Ottobre 2024: uno dei cicloni più devastanti della storia recente degli Stati Uniti
Tra i tanti eventi meteorologici estremi che hanno segnato il 2024, l’Uragano Milton merita una menzione speciale per la sua eccezionale intensità e per i danni che ha provocato in Florida nell’ottobre scorso.
Una formazione esplosiva
Milton è nato come depressione tropicale il 5 ottobre 2024 e in meno di 24 ore è esploso fino a diventare un uragano di Categoria 5 – un fenomeno chiamato “intensificazione esplosiva” che sta diventando sempre più frequente nei mari sempre più caldi del nostro pianeta.
Il 7 ottobre Milton ha raggiunto la sua massima intensità con una pressione centrale di 895 mb, pareggiando il record dell’Uragano Rita del 2005 per la quarta pressione più bassa mai registrata in un uragano atlantico. I venti sostenuti hanno toccato i 286 km/h, rendendolo il ciclone tropicale più intenso mai registrato nel Golfo del Messico.
L’impatto sulla Florida
La sera del 9 ottobre Milton ha toccato terra vicino a Siesta Key, sulla costa centro-occidentale della Florida, come uragano di Categoria 3 con venti sostenuti di 193 km/h. Nonostante l’indebolimento dalle condizioni di Categoria 5, l’impatto è stato devastante.
I danni principali
Milton ha scaricato oltre 45 cm di pioggia su parti di St. Petersburg in una sola notte – la quantità più alta mai registrata durante il passaggio dell’uragano. Le maree di tempesta hanno raggiunto i 3 metri di altezza vicino a Venice Beach, causando alluvioni estese lungo entrambe le coste della Florida.
Il sistema ha generato oltre 100 tornado in tutto lo stato, aggiungendo devastazione anche lontano dal centro dell’uragano. Tra le immagini più impressionanti, il Tropicana Field, lo stadio dei Tampa Bay Rays, ha visto la sua cupola squarciata dai venti.
Il bilancio umano ed economico
Milton ha causato direttamente 15 morti – 12 in Florida e 3 in Messico – e indirettamente altre 27 vittime durante le fasi di preparazione e conseguenze della tempesta. Le stime iniziali dei danni vanno da 34 a 85 miliardi di dollari, rendendolo uno dei disastri naturali più costosi del 2024.
Una lezione meteorologica
Milton rappresenta un esempio perfetto di come il riscaldamento degli oceani stia alimentando cicloni sempre più potenti. Ricercatori dell’Imperial College London hanno concluso che il 45% dei danni causati da Milton in Florida può essere attribuito al cambiamento climatico.
La rapidità dell’intensificazione è stata particolarmente impressionante: da tempesta tropicale a uragano di Categoria 5 in meno di un giorno. Un fenomeno che mette a dura prova anche i modelli di previsione più avanzati e che richiede sistemi di allerta sempre più rapidi ed efficaci.
Vista dallo spazio
Una delle immagini più spettacolari di Milton è arrivata dalla Stazione Spaziale Internazionale. Gli astronauti hanno documentato l’uragano dal loro punto di osservazione privilegiato, mostrando la perfetta spirale del sistema quando era ancora nel Golfo del Messico.
Riflessioni per le nostre montagne
Anche se gli uragani non toccano direttamente le Dolomiti, eventi come Milton ci ricordano quanto sia interconnesso il sistema climatico globale. Le temperature record degli oceani che alimentano questi “mostri” meteorologici sono parte dello stesso processo che porta temperature anomale sulle nostre montagne, con conseguenze sui ghiacciai e sulla stabilità delle rocce.
Osservare e capire questi fenomeni estremi, anche a migliaia di chilometri di distanza, ci aiuta a comprendere meglio anche i cambiamenti che vediamo dalle nostre finestre in Val di Fassa.
Un pensiero va alle migliaia di famiglie colpite da questo evento devastante.
Fonti consultate: National Hurricane Center – Tropical Cyclone Report Hurricane Milton; NASA Earth Observatory; National Weather Service; Imperial College London; Encyclopedia Britannica; Wikipedia; World Vision; CBS News; varie agenzie meteorologiche internazionali.