Inizio di novembre con due fronti atlantici

In questo editoriale analizziamo la tendenza per i primi giorni di novembre

Dopo un mese di ottobre nel complesso soleggiato con temperature altalenanti (prima parte sotto le medie-seconda a tratti sopra) e pochissimi fenomeni piovosi (unica perturbazione quella tra il 4 e 5 di ottobre che ha portato cm solo su quote superiori ai 2500m), il nuovo mese potrebbe vedere il passaggio dei primi sistemi perturbati nord atlantici.

Abbiamo perso praticamente il primo mese di accumulo in ambito glaciale: quindi questa va vista come una buona notizia per iniziare a depositare un po’ di strato su ghiacciai a apparati, considerando anche che la neve dell’autunno è la migliore per far fondo in vista di un consolidamento invernale.

Tornando all’analisi dei modelli possiamo vedere appunto come dalla serata di domenica 31 ottobre un primo fronte da ovest si avvicinerà all’Italia per poi interessare l’arco alpino e le Dolomiti maggiormente nella giornata del 1 novembre. Le correnti del flusso in quota saranno prevalentemente sud occidentali e quindi probabilmente non avremo accumuli elevatissimi (come accade con correnti puramente meridionali di ostro/scirocco), ma è probabile che sui passi dolomitici possano cadere una trentina di cm.

I modelli  hanno aumentato negli ultimi run i quantitativi: questo perchè l’entrata perturbata viene vista più penetrante e con un certo approfondimento sul nord est, quindi con le ultime visioni si potrebbe anche sfiorare il mezzo metro su quote superiori ai 2000/2200m.

Inoltre l’entrata di aria più fredda nella serata di lunedì permetterebbe ai fiocchi bianchi di toccare quote prossime ai 1400/1500m, con l’ipotesi più plausibile di vedere accumulo dai 1800m circa in su. Fino alle ore centrali del giorno la quota neve si attesterà invece a 2200/2400m

Dopo una pausa interciclonica, una nuova perturbazione giungerà intorno al 4 novembre, affondando in questo caso più a sud ovest e portando nuovi fenomeni di moderata/forte instensità. Per definire quest’ultimi e la nuova quota neve dovremmo aspettare il reale posizionamento della saccatura e il tipo/intensità del richiamo meridionale ad essa associato.

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