Gli inverni più nevosi in Val di Fassa negli ultimi 30 anni
I tre inverni più nevosi della Val di Fassa negli ultimi trent’anni
Un viaggio attraverso le stagioni che hanno imbiancato le Dolomiti
La Val di Fassa ha vissuto, negli ultimi tre decenni, stagioni invernali di intensità molto variabile. Dopo un lungo periodo di magra negli anni ’90 – alcuni ricorderanno paesaggi completamente bruni con le sole piste da sci a striare di bianco i versanti – la valle ha ritrovato inverni degni del suo passato alpino.
Tre stagioni spiccano su tutte per accumuli nevosi eccezionali, ognuna con le proprie caratteristiche meteorologiche e il proprio carico di memorie.
2003-2004: Il risveglio dopo il silenzio
L’inverno 2003-2004 segna una svolta nella storia nevosa recente della Val di Fassa. Primo episodio nevoso significativo dopo oltre un decennio di magra, ha rappresentato il risveglio di una valle che aveva quasi dimenticato cosa significasse un vero inverno alpino. Per ritrovare nevicate copiose bisognava infatti risalire all’inverno 1985-86, di cui però mancano testimonianze fotografiche complete – un appello che rimane aperto a chi possedesse documenti di quel periodo storico.
Questa stagione ha restituito fiducia e speranza, dimostrando che le Dolomiti non avevano perso la loro capacità di imbiancamento. Gli accumuli, dopo anni di attesa, sono tornati a disegnare il paesaggio che la memoria storica della valle custodiva gelosamente.

Passo Costalunga il 29 novembre 2003 con 80 cm di neve fresca (30 cm in paese a Vigo e 150 cm al passo San Pellegrino)

Passo San Pellegrino il 12 marzo 2004 con tanta neve ancora presente nonostante il finire della stagione
2008-2009: Dicembre da leggenda
Cinque anni dopo il risveglio, l’inverno 2008-2009 ha conquistato il secondo posto nella classifica degli inverni più nevosi, caratterizzandosi per un avvio esplosivo. Già nei primi giorni di dicembre 2008 nevicate importanti avevano depositato un metro di neve in fondovalle e due metri in quota entro metà mese – una precocità eccezionale che ha regalato un Natale da cartolina.
Gli scatti del 13 dicembre 2008 dal passo Costalunga testimoniano un paesaggio già completamente trasformato, con accumuli che normalmente si vedono a fine stagione. Un inverno che ha dimostrato come, in montagna, la distribuzione temporale delle precipitazioni possa essere altrettanto importante della quantità totale.
Per qualche settimana la situazione si era tranquillizzata, ma già dopo la prima metà di gennaio e poi ancora a febbraio sono riprese le nevicate aggiungendo altra neve in tutta la Val di Fassa. Ecco altri scatti realizzati a Penia, Pian di Campitello, Passo Pordoi e Passo Costalunga tra il 18 gennaio ed il 6 febbraio 2009.
L’accumulo di quel inverno, specie in quota si protrasse fino in primavera, anzi fino all’inizio dell’estate 2009 quando diversi rifugi dovettero spalare la neve per poter aprire. Ecco gli ultimi tre scatti rispettivamente Passo Pordoi 8 marzo 2009, Marmolada e zona sciistica del Belvedere il 30 aprile e 31 maggio 2009.












