HomeMeteo MondoGennaio 2026: Ondata di gelo in nord America con valori record per temperature raggiunte ed estensione

Gennaio 2026: Ondata di gelo in nord America con valori record per temperature raggiunte ed estensione

Gennaio 2026: Ondata di gelo in nord America con valori record per temperature raggiunte ed estensione

In un pianeta globalmente sempre più caldo (il 2025 si piazza al terzo posto come anno più caldo di sempre a livello planetario) e dove le anomalie di temperatura positive superano spesso di gran lunga quelle negative, si possono comunque verificare ondate di freddo ragguardevoli o persino da record, come quella che ha colpito il nord America, con risvolti fino al centro del continente.

Un evento sotto molti punti di vista

Se il nord America più facilmente rispetto  altre zone del pianeta ( anche per caratteristiche del territorio orografiche che danno via libera alle colate di aria polare) può sperimentare ancora ondate di freddo/gelo talvolta molto intense, quella dello scorso mese di gennaio si colloca negli annali della storia meteorologica e climatologica. I valori di freddo raggiunti sono stati estremi. L’aria polare si è spinta ben oltre il continente, fino a raggiungere a sud il Belize.

Genesi meteorologica

Come quasi sempre accade, eventi freddi di questa portata sono conseguenza di riscaldamenti stratosferici: il vortice polare stratosferico (parte più alta dell’atmosfera, rispetto alla troposfera – livello dell’atmosfera dove avvengono i fenomeni meteorologici che ci riguardano) : se avviene un “dialogo” tra le 2 parti il vortice polare può essere, disturbato, dislocato e in dei casi allungato, questo è quello che si è verificato e ha permesso la colata di aria polare con la massima penetrazione verso sud. Dopo un periodo mite, a inizio gennaio si è verificato un SSW- evento di riscaldamento stratosferico repentino e che ha superato i 50° in pochi giorni.

In sintesi

L’aria gelida si è spinta oltremodo verso sud, consentendo alla neve di raggiungere anche il Texas, 22 i decessi attribuiti all’evento meteorologico, milioni di persone che hanno perso l’elettricità. Vari i record di temperatura minima raggiunti: anche in Paesi dell’America centrale.

Alcuni dati ufficiali

  • Per il Canada si confermano numerosi record di freddo: Kirkland Lake (Ontario) minima di -43,7° la mattina del 24 gennaio, che risulta la più fredda dal 1984.
  • Fino a 16 giorni consecutivi di gelo registrati sempre nell’Ontario con vari record di persistenza anche nel Manitoba e Toronto.
  • Montreal ha raggiunto i 18 giorni consecutivi , Timmins 24.
  • Negli Stati Uniti già il 16 gennaio i risvegli sono stati gelidi anche in Florida, toccando poi l’apice del freddo tra i giorni 25 e 27 gennaio per grossa parte degli Usa centro settentrionali.
  • Ad esempio -24° a Chicago con effetto wind chill fino a  -38°.
  • Notevole il raggiungimento di minime fino a -8° tra Lousiana e Florida il 1° di Febbraio.
  • Alcune città della stessa Florida hanno registrato le temperature più fredde dal 2010 il 1° febbraio. Tampa ha registrato una temperatura di -2 °C (28 °F). A Miami e Fort Lauderdale sono stati registrati 2 °C (35 °F). Orlando ha registrato una temperatura di -4 °C (25 °F). Daytona Beach ha registrato una temperatura di -5 °C (23 °F), stabilendo il record per il giorno più freddo di febbraio.
  • Colpiti anche il Messico e le Grandi Antille : la Felipe Carrillo Puerto, in Messico, ha registrato la temperatura più fredda degli ultimi 40 anni, registrando 4,2 °C mattina del 2.
  • Perico, a Cuba, ha registrato una temperatura minima record di 1 °C (33 °F) il 3 febbraio, stabilendo un record nazionale  per la temperatura più fredda mai registrata.
  • Record di minima per il Belize  con 6° e massime non superiori ai 10° in Guatemala 

La neve caduta

Se dal Canada al sud degli Stati Uniti si sono registrate nevicate (significative fino al Texas) riportiamo qui alcuni dati dagli USA, con gli accumuli raggiunti:

  • Aeroporto Green Rhode Island : 68,8cm
  • La Guardia New York : 56,4 cm
  • Mount Jolly New Jersey : 51,6 cm
  • Kennedy Airport : 50,3cm
  • Central Park New York :50cm
  • Philadelphia aeroporto : 35cm

Ci troviamo sicuramente a raccontare un evento da tramandare per durata, intensità e estensioni raggiunte. Immaginiamoci la paralisi che porterebbe in Europa o sulla nostra Italia, come del resto avvenuta e documentata su grossa parte degli Usa. In un mondo sconvolto dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento nettamente accelerato negli ultimi decenni, anche questi aspetti legati al freddo estremo ci ricordano come alla fine come l’ultima parola spetti sempre alla Natura.


Fonti consultate : Wikipedia, CBC News, The Weather Channel, NOAA, varie Agenzie di Stampa locali

Foto di StockSnap da Pixabay

Share With:
Rate This Article

simscarp@alice.it

No Comments

Leave A Comment

diciassette − 17 =

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.