Ultimo weekend di aprile nuovamente stabile e mite: possibile instabilità a fine mese
Arrivati a fine del mese di aprile 2026 ormai, prosegue la tipica alternanza e variabilità primaverile, ma le fasi miti risultano spesso molto più calde della norma, alternate da brevi scodate fresche o fredde per la stagione: l’innevamento in quota risulta significativamente sotto media a causa del pregresso autunno secco (specie tra novembre e dicembre) e la mancanza di veri fronti atlantici primaverili.
Espansione anticiclonica da ovest
E’ quello che sta avvenendo da ieri dopo la fase più fredda e che ha portato alcune veloci deboli/moderate fioccate fino a quota 1700m nella serata di martedì scorso.
L’aumento della pressione per la risalita di un promontorio stabilizzante a parziale componente sub tropicale avrà il suo apice nel fine settimana; i massimi di pressione si posizioneranno tra Europa occidentale e Alpi.
Sull’arco alpino e anche nelle nostre zone dolomitiche lo zero termico tornerà a salire velocemente su quote praticamente estive, assestandosi tra la giornata di oggi e domenica intorno o a tratti sopra i 3000m.
Risultano ancora freddi al mattino i fondovalle, gli altopiani e tutte quelle vallate chiuse dove può lavorare l’inversione termica intrappolando al suolo l’aria fredda nelle ore notturne, ma anche in valle si salirà velocemente durante il giorno e nei prossimi pomeriggi su valori decisamente sopra la norma.
Cedimento da nord/nord est nella giornata di martedì 28 aprile
Se alcune manifestazioni instabili (per la verità molto occasionali e con bassa probabilità) potranno già verificarsi nei pomeriggi di domani e domenica, la pressione tenderà a calare per lo spostamento verso nord ovest dei massimi anticiclonici.
Ancora una volta non giungerà una vera perturbazione oceanica, ma uno stacco del getto nord atlantico potrebbe inserirsi meridiano e in parte retrogrado: al momento in cui scriviamo i modelli matematici stanno cercando di inquadrare la dinamica che risulta sempre difficile in mancanza di uno scenario classico di correnti ovest/est e al contrario inserite in una possibile scenario di blocco atlantico e moto anti zonale.
Gli effetti sulle Dolomiti e la Val di Fassa
Ci sono molte ipotesi in gioco: l’entrata diretta con veloci fenomeni e deciso calo termico, un passaggio alto della goccia ormai indebolita con il grosso della circolazione meridiana più fredda e instabile diretto sull’Europa orientale, in questo caso ci sarebbero alcuni fenomeni sparsi con temperature ancora piuttosto miti e quota delle eventuali nevicate non sotto i 2500m.
Infine un ingresso sul Tirreno della massa instabile con molte precipitazioni nevose a quote medie. Stamani quest’ultima ipotesi sta diventando per la verità minoritaria
Non è da escludere tra l’altro (inserito nella seconda ipotesi) la possibilità di una nuova configurazione di blocco ad omega questa volta diretta sull’Italia e le Alpi, qualora la fuga della goccia a est e il contemporaneo affondo a est dovessero entrambi risultare marginali per il nostro Paese e le aree alpine.
Concludendo
La Primavera in questi primi 2 mesi si è comportata abbastanza in linea (quale stagione di transizione e di contrasti) alternando fasi più miti a fresche/fredde (brevemente dal sapore tardo invernale), anche se le fasi più miti della norma hanno quasi sempre mostrato un’intensità molto più netta dell’anomalia (il sopra media batte il sotto per durata e magnitudo).
E’ risultata invece più asciutta del previsto e meno nevosa in quota, ricalcando così un trend che ormai va avanti dallo scorso autunno sulle Dolomiti: quello di precipitazioni piovose (nevose in montagna) più deficitarie rispetto alle medie, scarsi ricarichi per apparati e ghiacciai, con una breve fase in controtendenza tra il 25 gennaio e i primi giorni di marzo che è risulta il periodo con le migliori e più intense nevicate di tutta la stagione 2025/26.
Tendenza per la Val di Fassa | Simone Scarpelli – Dolomiti Meteo
Foto: Anton Sessa del 17 aprile 2026 da Vigo di Fassa verso il Sassolungo.
Dal 2002, la passione per il meteo delle Dolomiti