Scoppia la primavera sulle Dolomiti, grande “caldo” fuori stagione
L’inverno quest’anno è arrivato tardi sulle Dolomiti. Solo con l’esordio di Gennaio è arrivato il freddo quello vero e a fine mese le vere nevicate che a tratti si sono viste fin verso la metà del mese di Febbraio, un periodo nevoso che ha compensato solo in parte le mancanze di una stagione autunnale quasi completamente avara di precipitazioni e un inizio inverno altrettanto secco. Questa situazione, guardandola in prospettiva per l’estate, non è molto incoraggiante in quanto scarse quantità di neve per ora presenti (la primavera in quota può essere nevosa) potrebbero avere ripercussioni con poca disponibilità idrica specialmente da metà stagione estiva in quota.
La primavera è in grande anticipo!
Oltre un inverno arrivato in ritardo, quest’anno stiamo vivendo una primavera in forte anticipo sulla tabella di marcia. Fine Febbraio è ancora una fase che, normalmente, dovrebbe essere pienamente invernale, invece, oggi siamo in primavera inoltrata. Questa situazione atmosferica è uscita un po’ “a sorpresa” poiché dal freddo invernale e dalle nevicate ci siamo trovati con un repentino passaggio a condizioni estremamente miti. L’anomalia termica proseguirà anche nei prossimi giorni e pare si possa protrarre almeno fino alla fine della prima decade del mese di Marzo. Proprio sul finire del periodo indicato, i modelli matematici cominciano a ipotizzare un possibile cambiamento con piogge e nevicate, ma in un contesto mite.
Alcuni dati
In appena 72 ore si è verificato un aumento termico straordinario che ha coinvolto l’intera regione dolomitica. Si è passati da minime di -10°C in fondovalle a massime ovunque superiori ai +10°C, con un balzo termico di 6-7 gradi anche alle quote più elevate. La situazione anomala ha interessato allo stesso modo la Val Badia e la Val Gardena, raggiungendo il culmine mercoledì 25 febbraio: ai quasi 3.000 metri di Cima Pisciadù è stata registrata una temperatura massima di +1,4°C (dati Meteo Alto Adige), un valore eccezionale per la stagione e l’altitudine.
Una situazione dominata dal solito anticiclone africano
Ormai, negli ultimi anni, non si contano più le volte in cui l’anticiclone africano (si dice così perché l’aria calda risale dal Nord Africa e l’anticiclone ha radici proprio sul continente africano) risale verso l’Italia determinando importanti avvezioni di aria calda con anomalie termiche positive significative. L’anticiclone in questa fase viene alimentato da aria calda di estrazione sub-tropicale il che comporta anomalie termiche importanti al suolo e in quota: in questa fase invernale, però, le inversioni termiche mantengono le temperature in fondovalle più contenute, ma comunque sempre superiori alla media. Attualmente le anomalie termiche sono nell’ordine di 6/7 gradi e verso il fine settimana tenderanno a risultare leggermente più contenute con valori di 3/4 gradi sopra la media. Una fase con temperature così elevate comporta chiaramente anche delle conseguenze sulla vegetazione in quanto il caldo porta a un risveglio vegetativo anticipato.
La neve sparisce velocemente e aumenta il rischio valanghe
Con il gran “caldo” fuori stagione e in grande anticipo rispetto alla norma, la neve che si è depositata candida sulle valli ladine delle Dolomiti tra fine gennaio e la prima parte di febbraio sta velocemente sparendo sotto il sole splendente di questi. In fondovalle, specialmente nelle aree soleggiate, la neve è sparita quasi del tutto mentre nelle parti in ombra per il poco sole che riceve dura più a lungo. La neve arrivata sulla fine di Gennaio si è depositata su terreni poco ghiacciati e questo con la mitezza ha comportato una rapida fusione del manto nevoso in quanto il terreno non è ghiacciato e ciò facilita proprio il processo di fusione.
Anche in quota la neve sta fondendo rapidamente in questi giorni proprio per via della mitezza con temperature sopra lo zero fino a circa 3000 metri. Questa situazione, complice terreni pochi ghiacciati e strati di neve non compatti, favorisce scivolamenti e in quota in alta montagna anche valanghe, infatti in questi giorni il rischio è molto elevato.
Mitezza a oltranza, quando un cambiamento?
Siamo entrati in questa fase molto mite nelle Dolomiti e sulle Alpi in generale. Gli addetti ai lavori e gli appassionati sono alla ricerca di un cambiamento e di un rientro, perlomeno sotto l’aspetto termico, nella normalità. Ad oggi e ad ora, questo non è ipotizzabile né nel breve né nel medio periodo. Un possibile rientro delle temperature nelle media ad oggi si ipotizza verso 8/10 Marzo, ossia si potrebbero vivere altri quindici giorni circa di gran “caldo” sulle nostre montagne tra valori più alti e valori un pochino più bassi.
Un cambiamento con il ritorno delle precipitazioni al momento è presto dirlo e ipotizzarlo, ma anch’esso si intravede verso la fine della prima decade del mese di Marzo, ossia potrebbero esserci altri quindici giorni circa di secco assoluto o quasi sulle Dolomiti. Questo è quello che, a fasi alterne, mostrano i centri meteo globali, ma l’attendibilità di questa linea di tendenza non è molto elevata ed è tutt’altro sicuro che il cambiamento stesso possa intervenire, perlomeno sotto l’aspetto delle precipitazioni. Il calo termico sarebbe unito a una fase di maltempo il che permetterebbe anche un ritorno della quota neve verso i fondovalle, anche se alle quote più basse potrebbe piovere. In ogni modo, ci troveremo verso una fase meteorologica che, per sua natura, vede più difficilmente nevicate fino al fondovalle proprio perché è già più mite, anche se il ritorno della neve in fondovalle non è assolutamente anomalo durante il mese di Marzo considerando che con irruzioni di aria fredda può nevicare anche ad Aprile nei fondovalle alpini.
Foto: Anton Sessa del 26/02/2026 da Vigo di Fassa verso il Cima Dodici
Lorenzo
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come sempre..tutto in anticipo! 🙁 speriamo non duri troppo a lungo…………………..
27 Febbraio 2026