Lieve instabilità tipica della primavera
Dopo varie giornate stabili e piuttosto miti per il periodo con lo zero termico schizzato fino a quote prossime o superiori ai 3000m in tutto l’arco alpino, sembra poter tornare la variabilità; ma ci sono ancora diversi dubbi su quali zone del Paese verranno interessate dai fenomeni e di conseguenza anche per le aree dolomitiche. D’altronde fa parte della primavera.
Azione congiunta di due depressioni
Il calo progressivo della pressione atmosferica tenderà a erodere da ovest l’anticiclone che ci sta interessando dal weekend di Pasqua: la perturbazione in avanzamento dalla Francia si indebolirà scorrendo oltralpe o comunque in parte ritirandosi su latitudini centro europee.
Aggancerà però una seconda area di bassa pressione (goccia fredda proveniente dal sud del Portogallo e diretta sulle Baleari).
Ennesimo caso di minimo basso e chiuso?
Scriviamo volutamente il “punto di domanda” visto che i modelli non riescono ancora a inquadrare del tutto e con precisione la sinottica meteo che andrà a crearsi.
Nonostante i progressi tecnologici e la precisione sempre maggiore dei calcolatori, dinamiche meteo legate a gocce fredde e/o depressioni secondarie restano sempre tra le più complicate da inquadrare anche per il modello migliore e più performante in circolazione. E quest’anno abbiamo avuto diversi casi di questo tipo.
Inizialmente verranno sicuramente interessate le Alpi piemontesi: se la struttura evolverà in parte verso est senza contemporaneamente scivolare velocemente a sud, allora alcuni fenomeni piovosi (nevosi su quote di media montagna) potrebbero interessare anche i nostri settori.
Di sicuro più precipitazioni avremo e meglio sarà per le riserve di alta quota e i ghiacciai come la Marmolada: quest’anno, pur con alcune nevicate interessanti tra fine gennaio e i primi di marzo, è mancato lo strato autunnale pesante e adesivo; il più importante per i bilanci finali di massa e la futura stagione estiva.
Questo passaggio non sarà accompagnato da un significativo ingresso di area fredda, forse un calo termico leggermente più significativo solo in chiusura di evento quando la depressione principale sfilerà a nord est dell’arco alpino. Lecito quindi aspettarsi una quota neve non sotto i 1800/2000m e inizialmente anche più alta.
I bollettini meteo locali rimangono ancora prudenti
Ci indicano instabilità al massimo debole/moderata e solo per la giornata di lunedì. Riteniamo di seguirli, lasciando anche noi per il momento questo “alone di incertezza”. Da segnalare qualche primo lieve cedimento della pressione nella serata di oggi (venerdì 10 aprile), che ha portato fioccate più o meno trascurabili sopra i 2300/2500m.
In conclusione
Il meteo sta per cambiare e questa falsa primavera, che aveva portato temperature eccezionalmente elevate per la stagione, è ormai agli sgoccioli.
Cederà l’anticiclone che ha portato stabilità assoluta dal weekend pasquale e totale assenza di fenomeni, ma il confine tra una fase di instabilità passeggera e un episodio di maltempo resta sottile e sarà da seguire passo passo nell’evoluzione che i modelli meteo riusciranno a capire sicuramente con maggior precisione (probabilmente definitiva entro domani sera).
Tendenza per la Val di Fassa | Simone Scarpelli – Dolomiti Meteo
Foto: Anton Sessa del 03/04/2026 da Vigo di Fassa della Chiesa di San Giovanni e sullo sfondo il Sassolungo.
Dal 2002, la passione per il meteo delle Dolomiti