Arriva una perturbazione nella giornata di domani 14 marzo
Dopo un periodo di stasi caratterizzato da pressione quasi sempre medio/alta sulle Alpi e temperature a tratti anche già piuttosto miti e sopra la norma, lo scenario torna a mutare
Ingresso atlantico da ovest
Sarà questo il responsabile del ritorno di precipitazioni significative al nord dopo un periodo tra l’anticiclonico e il debolmente instabile, caratterizzato da rovesci sparsi qua e là tra fine febbraio e le scorse giornate; tra l’altro il finale del precedente mese ha riportato per alcune giornate lo zero termico su valori tardo primaverili o pre-estivi in area alpina e anche sui nostri settori dolomitici (punte superiori ai 3000m).
Anche stavolta sarà il nord ovest a vedere i fenomeni più intensi
E’ stato questo il leitmotiv della stagione invernale 25/26, con le Alpi occidentali che spesso hanno raccolto ingenti precipitazioni, in particolare su Valle D’Aosta occidentale e basso Piemonte (ricorderete i 2 metri di neve caduti a Natale nella località di Prato nevoso).
Questo perchè i fronti perturbati hanno spesso formato minimi di pressione bassi e chiusi o comunque in veloce scivolamento verso Sardegna e poi basso Mediterraneo.
La Val di Fassa e le Alpi orientali hanno si bisogno di correnti meridionali, ma con un pescaggio da sud molto intenso per saccature molto ampie, minimi aperti o passaggio da scirocco a libeccio conseguente ad una bassa pressione sul ligure (la classica Genova Low).
Tutto questo è avvenuto raramente nella stagione: le migliori nevicate si sono concentrate tra il 25 gennaio e la metà di febbraio, con apporti importanti in quel caso ma comunque mai paragonabili ai settori alpini occidentali.
Nello specifico
Domani il tempo tenderà a peggiorare interessando appunto il nord ovest già dalla mattina, mentre dal pomeriggio e in serata sarà la volta della Val di Fassa e Alpi orientali con prosecuzione probabile fino alle prime ore di domenica
Accumuli come già anticipato che saranno al massimo dell’ordine dei 20/30cm su quote di media montagna, con una quota neve variabile tra i 1200 e i 1700m in funzione dell’intensità delle precipitazioni e della tempistica.
Si tratterà di fenomeni di stampo già in parte primaverile e quindi, se dovessero essere a tratti forti o sottoforma di rovesci, si potrebbe osservare una quote neve anche 500/600m sotto il livello dello zero termico, che è previsto a 1800m per le giornata di sabato e domenica
Favoriti probabilmente i settori trentini sud occidentali e quelli a sud est al confine della provincia di Belluno; zone in cui forse potrà accumulare anche qualcosa in più (da confermare visto che i modelli ballano, tagliando o aumentando di 10/15 cm quasi ad ogni uscita dalla giornata di ieri)
In definitiva
Dopo una stasi meteorologica, i settori alpini torneranno a vedere precipitazioni e neve con le disparità di accumuli già discusse.
Ricordiamo sempre come la Primavera sia stagione sicuramente variabile e che può talvolta portare il ritorno di neve a quote invernali (non sarà questo il caso per le nostre zone) e comunque di per sè nevosa in quota; cosa molto importante per la protezione dei precedenti accumuli autunnali e invernali in vista della stagione calda.
Se non dovessero esserci ricarichi importanti nelle prossime settimane, l’estate sarà in salita per tutti gli apparati glaciali e riserve, che a est risultano sicuramente meno protetti rispetto a quanto caduto (e che ancora dovrà cadere) a ovest.
Tendenza per la Val di Fassa | Simone Scarpelli – Dolomiti Meteo
Foto: oggi 13/03/2026 Anton Sessa alba dal fondovalle Vigo di Fassa verso le Cigolade-Mugoni
Dal 2002, la passione per il meteo delle Dolomiti