Perturbazione autunnale tra martedì e mercoledì
Una prima saccatura strutturata a seguire un mese di settembre nel complesso sempre molto mite, così come grossa parte dell’esordio di ottobre: solo una vera perturbazione transitata in settembre, con geopotenziali comunque piuttosto alti e in evoluzione a goccia fredda mediterranea, che ha portato accumuli piovosi significativi solo sul basso Trentino e scarsi sulle Dolomiti.
Domani goccia fredda con interessamento del nord ovest
Il weekend trascorrerà senza scossoni sui nostri territori e al massimo un po’ di nuvolosità. La settimana ha visto solo sprazzi autunnali dal punto di vista termico nelle temperature minime nella prima parte, in seguito alla discesa di area più fredda avvenuta lunedì verso il sud est del Paese e i Balcani.
Una prima gelata di stagione alla stazione meteo di Vigo di Fassa, seguita velocemente da pomeriggi nuovamente molto e troppo miti per il periodo; la massima di ieri ha sfiorato i 20°. Lo zero termico è ben presto risalito sugli standard di grossa parte del mese di settembre, ovvero spesso stabile sopra i 3000/3500m con qualche punta intorno ai 4000m specie sulle Alpi occidentali.
Proprio a ovest ci saranno i primi effetti perturbati domani: una goccia fredda in discesa a nord delle Alpi centro occidentali, evolverà retrograda molto velocemente verso sud ovest. Modelli discordi sugli accumuli previsti e sulle aree più colpite. In linea di massima sembrerebbero anche intensi e localmente pesanti (rischio persistenza o di temporali autorigeneranti) su alto Piemonte orientale al confine lombardo occidentale, Liguria e alta Toscana. Su quest’ultima regione più probabili in mare aperto.
Martedì entra in gioco anche l’arco alpino orientale
L’ex goccia fredda retrograda sarà agganciata dal flusso perturbato polare marittimo.
L’aggancio avverrà sulla Francia per traslare verso est, con la probabile formazione di un minimo di pressione tra la sera di martedì e la prima parte di mercoledì, che i modelli collocano tra alto Tirreno e Ligure. Arriverebbero questa volta fenomeni fino a moderati anche sulle Dolomiti, più forti sul bellunese orientale e Alpi Giulie vista la componente sud occidentale delle correnti.
Una tipologia di richiamo umido ed evoluzione che non lasciano pensare ad accumuli così importanti e fenomeni duraturi, ma rispetto agli ultimi eventi potrebbe trattarsi di una passata significativa su tutto il comparto dolomitico (quasi sempre rimasto ai margini già nella scorsa annata). Se tutto verrà confermato potremmo arrivare a punte di 30/45mm diffusi e quindi ipotizzabile una nevicata intorno ai 40cm sul ghiacciaio della Marmolada, mai come quest’anno bisognoso di ricarichi nevosi.
Al momento in cui stiamo scrivendo il modello americano gfs ipotizza minori accumuli per una componente più occidentale stirata e un minor affondo: segnaliamo questa possibilità, sperando che possa essere la volta buona per una piovuta decente sulle zone in deficit idrico e nevoso in quota.
Passaggio autunnale si, ma senza particolare ingresso di aria fredda
Sarà la prima vera saccatura che vedrà entrare il getto atlantico direttamente sul nord Italia, senza strozzature e/o stacchi dal flusso principale (cutoff). Il limite delle nevicate risulterà elevato nella prima parte del peggioramento e difficilmente al di sotto dei 2500/2800m, per poi calare sul finale anche in funzione della persistenza dei fenomeni, che potrebbe portare appunto fioccate fin sui 2000/2300m all’ingresso più netto della massa d’aria atlantica ed esaurimento del richiamo meridionale.
Alta pressione in nuova rimonta o ulteriore dinamicità?
Sarà argomento di analisi dei prossimi articoli, con i modelli meteo che attualmente vedrebbero nuovamente una fase di stanca e quindi un autunno poco deciso a sfondare e mantenersi attivo con continuità alle nostre latitudini. Ma seguiremo appunto le possibili evoluzioni.
Tendenza per la Val di Fassa | Simone Scarpelli – Dolomiti Meteo
Foto: Anton Sessa foto 16 ottobre 2026 del lago di Soraga con primi segnali di foliage autunnale
Dal 2002, la passione per il meteo delle Dolomiti